LE NOSTRE ATTIVITA'  nell'a.s. 2017-18

LA PRIMA I VA AL BIOLAB

Il Biolab si trova nei giardini di Porta Venezia ed è un distaccamento del Museo di Scienze Naturali.

Siamo andati là il 2 marzo

Abbiamo parlato di esseri viventi ed in particolare degli artropodi, cioè insetti dotati di arti.

Una prima attività è servita a dimostrare che il numero degli insetti supera di gran lunga quello di tutte le altre specie, uomo compreso. 

A turno ciascuno di noi ha girato una ruota collegata ad un video sulla quale erano rappresentate le varie specie  di animali. Quando la freccia della ruota si fermava, lo schermo indicava una specie animale. Sono apparsi i mammiferi, gli insetti, i pesci, gli anfibi, gli aracnidi, i fiori e le spugne ; abbiamo scoperto che gli insetti rappresentano la maggior parte degli esseri viventi perché per la maggior parte di noi la ruota si è fermata su questo tipo di animaletti  

La seconda attività è stata quella di riuscire a capire a che specie appartenessero alcuni reperti:

 ci hanno dato un sacchetto che conteneva vari tipi di esseri - non vivi, naturalmente – e li

abbiamo classificati ( o ci abbiamo tentato J )usando una chiave tassonomica cioè una scheda con una linea guida per riconoscere la specie e il nome scientifico di un vivente; insomma, una specie di caccia al tesoro.

Abbiamo capito che la farfalla è un lepidottero e il riccio di mare un echinoderma.

La terza attività consisteva nel costruire un insetto gigante in plastica con tutti gli apparati necessari.

I vari pezzi erano su un tavolo e noi, divisi a gruppi, dovevamo ricomporli. Abbiamo provato ma senza successo: quando la guida ha analizzato se avevamo messo tutte le parti al posto giusto ci ha fatto notare  che non avrebbero potuto vivere perché tutti i gruppi non avevano messo l’apparato boccale e quindi i poveretti sarebbero morti di fame!

Tornati in classe ci siamo chiesti

quale fosse la classificazione di noi esseri umani:

eccola

 


LA PRIMA I VA A TEATRO

La prima I, il 9 febbraio 2018, si è recata a vedere la rappresentazione teatrale  “ Sotto un’altra luce”, spettacolo di teatro scientifico.

Lo spettacolo era condotto da tre professori universitari che interpretavano il ruolo di tre scienziati.

Alcuni degli esperimenti che ci sono piaciuti di più sono stati quelli realizzati con l’azoto liquido, un gas che viene raffreddato e tenuto in un contenitore tipo thermos a meno 200 gradi circa e che ha degli effetti stranissimi sugli oggetti e sugli stati della materia: ad esempio se mettiamo nel contenitore un palloncino ben gonfio e lo tiriamo fuori dopo pochi secondi lo vediamo sgonfio e rattrappito perchè l’azoto ha sottratto l’energia alle molecole di aria contenute  che si sono avvicinate tutte riducendo lo spazio che occupano; ma l’effetto più bello è stato quello “ a cascata di fumo” dell’azoto versato che a contatto con l’aria a temperatura ambiente evapora immediatamente.

 

 

Affascinanti e divertenti sono stati anche gli esperimenti sulla luce: abbiamo visto la differenza tra rifrazione e riflessione, tra luce puntiforme e luce diffusa e la polarizzazione.

Il raggio di luce è invisibile ma basta della polvere come il borotalco per metterlo in evidenza ed ecco che sembra di essere nel film “Star Wars” : spade laser dappertutto!!

Un effetto stranissimo è stato quello della ” bacchetta spezzata” dovuto alla rifrazione cioè al cambiamento di direzione del raggio luminoso quando passa da un mezzo trasparente all’altro  ( acqua-aria)

Per spiegarci la riflessione un raggio luminoso è stato fatto passare attraverso una vasca d’acqua: con determinate angolazioni il raggio non riusciva ad uscirne e sembrava imprigionato e costretto a riflettersi a”zig-zag” .Bellissima la poesia che accompagnava l’esperimento.

La polarizzazione è stata la più difficile da capire ma l’effetto della luce ”pettinata” è stato particolare.

Sono stati fatti anche degli esperimenti usando gli infrarossi  che ci hanno permesso di vedere cose che normalmente non si vedono al buio, oppure di non vedere cose che si vedono con la luce normale; ad esempio delle scritte a pennarello visibilissime  diventavano invisibili se guardate nell’infrarosso. Ci hanno detto che gli infrarossi sono molto usati in Arte per vedere se sotto dei quadri antichi e preziosi siano nascosti altri dipinti magari più preziosi ancora.


LA TERZA I A BERGAMO SCIENZA 2017

Anche quest'anno la nuova terza I ha visitato la manifestazione di "Bergamo Scienza".

A differenza dei nostri compagni dello scorso anno siamo stati accompagnati da una bellissima giornata di sole che ci ha fatto apprezzare ancora di più l'uscita.

Durante la mattina abbiamo partecipato a due laboratori di robotica sotto la guida di alcuni ragazzi dell' Istituto Tecnico di Seriate che, dopo averci diviso in gruppi, ci hanno  spiegato e seguito  nella progettazione  sia di un percorso da far eseguire a dei robot  su una pista assegnata che di un percorso di robotica satellitare al pc dove si dovevano far compiere delle orbite a degli oggetti nel minor tempo possibile rispettando le coordinate tridimensionali simulando le traiettorie di movimento ( e qui abbiamo capito quanto deve essere difficile progettare e realizzare i viaggi spaziali..... altro che star trek !).

Alla fine di ciascun laboratorio abbiamo fatto una piccola gara per vedere chi era riuscito a progettare meglio.

 

Abbiamo partecipato poi a due altri laboratori: uno su matematica e gioco nel quale prima ci hanno spiegato i principi matematici su cui si basa la crittografia e ci hanno mostrato come funzionava la famosa "Macchina Enigma"  inventata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale che tanto filo da torcere ha procurato agli "Alleati" e poi, divisi a squadre, ci hanno fatto decrittare alcuni messaggi.

In seguito ci hanno mostrato come la matematica sia alla base di molti giochi di prestigio e del gioco d'azzardo, facendoci capire che le possibilità di vincita sono pochissime e che solo il ragionamento matematico ti permette di non farti "fregare"

alcuni di noi, infine, hanno partecipato ad un laboratorio sulle esperienze di Galileo e il suo metodo scientifico: osservazioni, ipotesi, sperimentazione . 

Ci hanno spiegato la legge del pendolo, come ai tempi si effettuavano le misurazioni e ci hanno mostrato alcune illusioni ottiche.

Nel pomeriggio siamo saliti in "Città Alta" con la funicolare dove, con la guida, abbiamo "scalato " i 200 e più gradini del Campanone dal quale abbiamo ammirato un magnifico panorama. La campana posta alla sommità è veramente notevole e ,per fortuna, non si è messa a suonare con noi sotto ( siamo già abbastanza " rintronati" per conto nostro  :-D  ) La guida ci ha poi fatto visitare il Duomo ricco di storia e di affreschi , la Cappella Colleoni  e ci ha raccontato un sacco di aneddoti simpatici.


LE NOSTRE ATTIVITA'  nell'a.s. 2016-17

PARTECIPIAMO AL "XMAS PROJECT"

Abbiamo scritto la nostra storia: speriamo abbia successo !!!!!

Classe 3^I

                                   Le scarpe magiche 

 

Eccomi lì, in un paradiso terrestre: palme, mare, sole…tutto quello di cui un uomo della mia importanza e levatura ha bisogno. Come? Non sapete chi sono io? Veramente non sapete chi sono?

Guardatevi intorno, vedete quella casa? No, non quella, spostate lo sguardo un po' più a destra…sì, quella, quel grattacielo di ventisette piani…eh sì, è mio, ma è una delle mie proprietà minori, a dire la verità non mi piace neanche troppo; 

invece osservate la mia splendida Ferrari, rossa fiammante, il suo cavallino è pronto ad uscire fuori dallo stemma ed iniziare a correre all'impazzata, e poi guardate le sue finiture…Ma guai a chi si scorda che sono anche il proprietario di tutte le aziende italiane, che trattano oggetti di qualunque genere.

L' ultimo gioiellino arrivato sono queste scarpette da ginnastica, ecco, non è che mi piacciano tanto, ma gli scienziati dicono che ti possono portare in qualsiasi parte del mondo con un solo passo, tanto vale provarle, no? E allora, eccomi lì, ad affrontare il mio primo movimento con queste magiche scarpine: un forte rumore, un lieve turbinio e poi…Splash! Un pesce mi nuotava a fianco e alle mie spalle si prostrava una spiaggia caraibica. 


Tutto per un semplice passo, cavolo! Era fantastico viaggiare così, avere bisogno delle scarpe e andarle a comprare a Dubai in una mezz'oretta, oppure semplicemente volersi fare un giro in gondola e farsi una capatina a Venezia.

Andai avanti così per un anno, a girare avanti e indietro per il globo con un semplice passo: era fantastico! Intanto i guadagni crescevano e iniziai ad investire all'estero. Fabbriche di petrolio ovunque, la mia società iniziava a sbaragliare la concorrenza, i soldi stavano aumentando a dismisura, così come le fabbriche in tutto il mondo, dal clima afoso della foresta pluviale, alle steppe sconfinate della Russia, poi in Africa, in Asia, ero dappertutto, ero importante, ero Dio.

Una delle mie case di produzione era in Palestina, ecco non proprio in Palestina, più nella striscia di Gaza, ma al governo non piaceva, perché occupava metà di quella superficie di territorio ed era presa dai bombardamenti quotidianamente .

Allora, andai laggiù a mediare con il governo locale, per trovare un accordo che fosse gradito alle due parti. Usai le mie magiche scarpe per giungere fin lì e le persone del luogo mi fecero trovare una splendida accoglienza, piena di sfarzo e lusso. Mi avevano detto che il paese era povero, ma a me sembrava messo bene a livello economico. Trovammo un accordo molto facilmente e loro mi promisero che tutti i soldi ricavati sarebbero andati ai politici e alle persone benestanti, non a quei poveracci, che devo dire non mi piacciono per nulla. 

Finito quel noioso incontro diplomatico, cercai on line il mio albergo e decisi di andarci con le mie scarpe: uno …due …tre! Feci il mio passo e provai la solita sensazione, ma questa volta era strana, mi lasciava un senso di malinconia dentro, mi faceva sentire male. Ma non ci pensavo troppo, pensavo solo a sdraiarmi sul mio letto e a rilassarmi.

Non arrivai sul mio letto, il fischio della scarpa era finito, ma ne sentii un altro, uno più forte, uno più potente. Aprii gli occhi e vidi della gente scappare, c'era della sabbia, polvere ovunque e il fischio continuava. Guardai in alto e vidi un aereo sorvolarmi la testa e sganciare qualcosa, e a un tratto il niente, bianco, bianco nei miei occhi. Era strano, mi sentivo senza niente, nudo, ma ai miei piedi, le scarpe, quelle maledette scarpe che mi avevano portato in questo inferno pieno di morti e feriti…


Non sapevo cosa mi stava succedendo, ero in un letto, una donna mi stava ponendo una benda su una ferita, mi fischiavano le orecchie, ero stanco. Scansai la donna e mi alzai, tremavano le gambe, le mani erano fredde, non sentivo niente; il battito del cuore, l'odore del posto, la gente parlare, era tutto un grande fischio. Uscii, il terreno era sabbioso, c'era un bambino con una palla in mano, era triste, accanto a lui un cadavere, era una donna, era molto bella. I suoi lineamenti ricordavano quelli di un angelo e il ragazzo le teneva la mano, quasi a tenerla con sé, quasi a ricordarle che lui c'era.

Al mio fianco, dei volontari, che estraevano un cane dalle macerie, davanti a me un murales che rappresentava una spiaggia caraibica, la stessa di dove avevo viaggiato con le mie scarpe. A un tratto sentii un brivido scendere lungo la schiena e arrivare fino alle unghie dei piedi e improvvisamente caddi a terra. 

Mi risvegliai nello stesso letto, ma questa volta ad accudirmi c'era qualcun'altro, era un signore anziano con una barba incolta e con i vestiti ancora sporchi di polvere per il bombardamento, parlava in una lingua strana, sembrava arabo, ma a un tratto capii: pregava, pregava per me, pregava per tutti quelli che erano morti in quella maledetta giornata, finita in disastro. Su un muro scorsi una cartina geografica, c'era scritto in grande "Striscia di Gaza " e ad un tratto capii, capii che tutto era relativo e che la vita mi aveva punito per i miei errori, capii che mentre io me la spassavo nel Mar dei Caraibi della gente moriva sotto una pioggia di bombe, capii che quando io buttavo i soldi, c'erano persone che ci piangevano sopra e che non avevano un pezzo di pane da mangiare, capii che le preghiere di quel signore erano di bontà e anche se della gente aveva appena distrutto lui e la sua famiglia, lui continuava a pregare, per sé, per i suoi cari e per gli omicidi.

Allora nei miei ultimi istanti di vita presi le mie scarpe, me le tolsi e le diedi al signore, così che tutti potessero scappare e usare le loro ali della libertà per andarsene da quel posto di ombra che era quella maledetta striscia. Capii in quel momento che non dovevo piangere perché era finita, ma che devo sorridere perché è accaduto.

 

 

 

  

 

 


LA TERZA I  A BERGAMO SCIENZA

Il 14 ottobre, nell'ambito della manifestazione "Bergamo Scienza" siamo andati a sperimentare alcuni laboratori che, per qualcuno di noi, potrebbero aprire le porte al lavoro di domani.

(siamo in terza e a breve dovremo scegliere la scuola superiore !!!!! )

In un laboratorio di "Domotica" abbiamo provato a realizzare dei "programmini" al PC  per accendere dei LED o suonare dei campanelli, o ancora  far variare della musica.

 


In un altro laboratorio abbiamo provato a disegnare al pc un pezzo meccanico da poter poi realizzare con una stampante 3D